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immagine losanga Quadro europeo dei titoli e delle qualifiche (European Qualifications Framework)
 

Le tappe salienti di un processo

Il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 rappresenta il punto di avvio di un processo virtuoso, che ha coinvolto gli Stati membri e i rispettivi sistemi nazionali di istruzione e formazione professionale. Sulla base, infatti, della comune esigenza di far fronte a problematiche nuove, derivanti da rapidi cambiamenti economici, sociali, tecnologici e dal continuo bisogno di rinnovamento delle competenze dei cittadini-lavoratori, i Paesi europei decidono insieme di puntare sullo sviluppo del sistema di istruzione e formazione, per accrescere il livello di competitività dell’Europa. Con Lisbona si apre una prospettiva di stretta cooperazione in materia di istruzione e formazione professionale (VET – Vocational education and training) fra gli Stati membri.

La dialettica fra Paesi fa emergere un panorama complesso e multiforme, caratterizzato da significative differenze fra sistemi di istruzione e formazione di livello nazionale e regionale e da diverse condizioni di governance complessiva dei sistemi. Quella europea, dal punto di vista delle opportunità di istruzione, formazione e lavoro, è ancora una realtà solo virtualmente fruibile in senso globale, a causa della mancanza di trasparenza delle qualifiche e della carenza di disposizioni che permettano ai cittadini di trasferire le proprie competenze da un sistema all’altro.

Per far fronte a questa situazione si rende necessario che le linee di principio definite a Lisbona vengano tradotte in azioni concrete. In questo senso va intesa la Dichiarazione di Copenaghen del 30 novembre 2002, con la quale i Ministri dell’Istruzione di 31 Paesi europei (Stati membri, Paesi candidati e Paesi See) stabiliscono delle priorità concrete, che si collocano all’interno della proposta di un Quadro unico europeo (European common framework), funzionale al conseguimento di diversi obiettivi, fra i quali:

  • incoraggiare la mobilità e l’apprendimento permanente attraverso la messa in trasparenza di qualifiche e competenze;
  • migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione professionale;
  • favorire l’accesso personalizzato di tutti i cittadini ai percorsi di istruzione e formazione superiori attraverso il riconoscimento e la validazione dell'apprendimento non formale e informale (non-formal, informal learning):
  • definire un approccio comune per il trasferimento dei risultati dell’apprendimento da un sistema all’altro;
  • definire un codice di riferimento comune per i sistemi di istruzione e formazione basato sui risultati dell’apprendimento.

In funzione dell’obiettivo “trasparenza si sviluppa la prospettiva di un quadro unico per la trasparenza di qualifiche e competenze. L’idea è quella di riunire in un unico formato, più visibile, maneggevole, e sotto il “marchio Europass”, i vari strumenti di trasparenza messi in campo a livello europeo.

L’esito di questo processo è la decisione n. 2241/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, con la quale viene istituito il Quadro unico europeo per la trasparenza delle qualifiche e delle competenze: Europass.

In riferimento all’obiettivo “qualità”, nel Documento del Consiglio dell'Unione europea del maggio 2004 sulla garanzia della qualità in materia di istruzione e formazione professionale gli Stati membri e la Commissione vengono invitati a promuovere un quadro comune di garanzia della qualità in tema di istruzione e formazione, a coordinare le attività a livello nazionale e regionale tra i principali attori responsabili dell'istruzione e della formazione professionale, ad incentivare la creazione di reti cooperative per consentire gli scambi transnazionali delle migliori pratiche messe in campo nei diversi Paesi. E’ dell’aprile 2008 la Proposta di Raccomandazione per la garanzia della qualità nell’istruzione e formazione professionale

In funzione dell’obiettivo “riconoscimento e validazione dell’apprendimento non formale e informale”, è ancora il Consiglio dell’Unione europea del maggio 2004 la sede in cui vengono definiti i Principi comuni europei concernenti l’individuazione e la convalida dell’apprendimento non-formale e informale.

Per la definizione di un approccio comune per il trasferimento dei risultati dell’apprendimento si comincia a lavorare dal 2002, con la prima Proposta della Commissione europea su un sistema di trasferimento di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET). L’ECVET, in inglese European Credit System for Vocational Education and Training, ispirato all’impianto ECTS (European Credit Transfer System), già in uso in ambito accademico, dovrebbe consentire il trasferimento e la capitalizzazione dei risultati dell’apprendimento in caso di transizione da un contesto di apprendimento ad un altro o di passaggi fra sistemi diversi. Il processo di costruzione del sistema ECVET, le cui ragioni sono state rafforzate con il Maastricht Communiqué del 14 dicembre 2004, si consolida con l’avviamento della consultazione fra Paesi (Commission staff working document – ottobre 2006), solo recentemente conclusa ed esitata nella Proposta di Raccomandazione del 9 aprile 2008.

In funzione dell’obiettivo codice di riferimento comune per il sistema di istruzione e formazione” si avviano le riflessioni su un quadro unico europeo, che consenta di mettere in relazione e posizionare, in una struttura a livelli, i diversi titoli (qualifiche, diplomi, certificati ecc.) rilasciati nei Paesi membri.

Nell’incontro tenuto a Bruxelles nel marzo 2005 tra i Capi di governo, viene promossa e poi avviata una consultazione tra gli Stati Membri, per valutare le diverse posizioni rispetto alla prospettiva di istituzione del quadro unico e riflettere sul possibile impatto di una meta-struttura di questo tipo sui vari sistemi nazionali. Sulla base delle conclusioni del processo di consultazione, il 5 settembre 2006 è stata presentata dalla Commissione una Proposta di Raccomandazione sulla realizzazione dell’European qualification framework per il lifelong learning (EQF), per poi arrivare alla definitiva Raccomandazione dell’aprile 2008.

In tutti i processi descritti, si inserisce in maniera centrale il concetto di “istruzione e formazione durante l'intero arco della vita”, principio guida della politica europea in materia di istruzione e formazione a partire dal 2001 con la Comunicazione “Realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente”.

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Che cos’è l’EQF

L’EQF, in inglese European qualification framework, è un dispositivo di traduzione – una griglia di conversione e lettura – che consente di mettere in relazione e posizionare, in una struttura a otto livelli, i diversi titoli (qualifiche, diplomi, certificati ecc.) rilasciati nei Paesi membri; il confronto si basa sugli esiti dell’apprendimento.

Si tratta di una meta-struttura rispetto alla quale, su base volontaria, gli Stati membri sono chiamati a rileggere i propri sistemi di istruzione e formazione, in modo tale che ci sia un collegamento tra i singoli sistemi nazionali di riferimento per i titoli e le qualifiche e il Quadro europeo EQF.

L’EQF non è quindi né una duplicazione a livello europeo dei sistemi nazionali, né tanto meno un tentativo di imporre un’omogeneizzazione dei titoli e delle qualifiche a livello europeo.

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Perché il Quadro unico e a favore di chi

Il Quadro europeo delle qualifiche e delle competenze (EQF) è stato pensato e istituito per funzionare come un vero e proprio codice comune di riferimento, tale da consentire ai diversi Paesi europei di  posizionare e rendere così leggibili i propri sistemi nazionali.
In modo più specifico l’EQF può:

  • semplificare la comunicazione fra gli attori coinvolti nei processi di istruzione e formazione dei diversi Paesi e all’interno di ciascun Paese
  • permettere la traduzione, il posizionamento e il confronto tra differenti esiti dell’apprendimento, consentendo il trasferimento e la spendibilità delle qualifiche e delle competenze anche al di fuori del paese in cui sono state conseguite
  • facilitare il matching tra i bisogni espressi dal mercato del lavoro e le opportunità di istruzione e formazione offerte nei diversi Paesi
  • sostenere i processi di validazione dell’apprendimento non formale e informale
  • fungere da riferimento comune per la qualità e lo sviluppo di istruzione e formazione
  • contribuire allo sviluppo di qualifiche a livello settoriale, fungendo da riferimento. Comuni livelli di riferimento e descrittori dovrebbero facilitare agli stakeholder l’identificazione delle interconnessioni e delle sinergie con le qualifiche settoriali
  • stimolare e guidare riforme e sviluppo di nuove strutture nazionali di qualificazione

Una struttura complessa come quella EQF è stata pensata per innescare un’azione di facilitazione che si possa esprimere a più livelli e in riferimento a diverse categorie di beneficiari. Intende ovviamente facilitare gli operatori politici e le istituzioni dei diversi Paesi europei, consentendo una più agevole comparazione fra sistemi; vuole rendere più dinamico il mercato del lavoro e agevolare le imprese, che potrebbero ad esempio più facilmente considerare e valutare in modo paritario le candidature di persone provenienti da altri paesi a favore della costituzione di una forza lavoro europea mobile e flessibile. L’EQF poi, dal punto di vista del cittadino, intende garantire un maggior livello di “portabilità” delle qualifiche e delle competenze in Europa, in funzione di una più ampia possibilità di vagliare le opportunità lavorative e le proposte di istruzione e formazione dei diversi Paesi europei.

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Gli elementi chiave del Quadro unico

Gli elementi chiave che caratterizzano la struttura sono essenzialmente tre:

  • Livelli comuni Il primo, fra gli elementi chiave che definiscono l’EQF è rappresentato dai livelli comuni di riferimento, correlati ai risultati dell’apprendimento e collocati in una struttura di otto livelli. La struttura a livelli permette di articolare secondo un ordine crescente - dalla minima alla massima complessità - i risultati dell’apprendimento  (learning outcomes) raggiungibili nell’arco di vita, attraverso percorsi non solo formali, ma anche non formali e informali. I risultati di apprendimento esplicitano ciò che ci si aspetta la persona conosca, comprenda e/o sia in grado di fare, al termine di un periodo di apprendimento; utilizzare il “risultato di apprendimento” come parametro comparativo significa superare una logica di confronto basato su metodi di apprendimento e percorsi di acquisizione. Nell’EQF i risultati di apprendimento sono rappresentati attraverso descrittori di conoscenze abilità e competenze, coerenti anche con la nuova formulazione delle competenze chiave. Sulla base di questa struttura diventa possibile – a livello nazionale, regionale, settoriale – classificare i titoli accademici e professionali (diplomi, qualifiche, certificati ecc.), che attestano i risultati di apprendimento raggiunti dalle persone, riconducendoli all’appropriato livello dell’EQF.
  • Principi comuni   Il secondo elemento chiave è costituito dalla gamma di principi comuni concordati a livello europeo sulla qualità dei sistemi di istruzione e formazione professionale, sulla validazione dell’apprendimento non-formale, sulle competenze chiave, e punta alla realizzazione del riconoscimento reciproco. Questo insieme di principi e di procedure forniscono le linee-guida per la cooperazione ai diversi livelli.
  • Strumenti   La terza componente è rappresentata dal set di strumenti finalizzati a rispondere ai bisogni dei singoli cittadini:
    • un sistema integrato europeo di trasferimento e accumulo dei crediti per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita (ECVET)
    • il portfolio Europass
    • il database Ploteus sulle opportunità di apprendimento

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EQF: quale rapporto con ECVET

Il sistema integrato europeo di trasferimento dei crediti (ECVET) fa parte del set di strumenti inclusi nella strategia Eqf. In pratica si tratta di un sistema in grado di attribuire dei crediti (credit points) alle qualifiche e/o alle sue componenti (units). Una unit è definita come la parte “ più piccola” di un curriculum, di un percorso di istruzione e formazione, di una qualificazione e corrisponde ad una specifica combinazione di conoscenze, abilità e competenze. Ogni unit può essere di diversa ampiezza, secondo il sistema nazionale di istruzione e formazione di riferimento. A essa corrisponde uno specifico risultato, in termini di risultati attesi, a livello individuale. Un’unità è ancorata ad una figura/profilo professionale a sua volta inserito in un determinato livello della struttura delle qualifiche.

I crediti sono attribuiti ai risultati di apprendimento raggiunti tenendo presente l’insieme delle conoscenze, delle abilità e delle competenze richieste per una qualifica o per un’unità. I requisiti per acquisire una qualifica o un’unità devono essere definiti dai competenti organismi a livello nazionale. Il sistema integrato europeo di trasferimento e accumulo dei crediti correla esplicitamente ai livelli dell’EQF le unità finalizzate alla capitalizzazione e all’accumulo dei crediti.

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EQF: la relazione con Europass

Anche Europass, così come ECVET si colloca come strumento funzionale all’interno della strategia EQF.

È nel dicembre 2004 che la Commissione adotta la decisione relativa al Quadro unico per la trasparenza delle qualifiche e delle competenze Europass. Il dispositivo inserisce le qualifiche e le competenze in una prospettiva di apprendimento permanente, concentrandosi:

Europass ha quindi raccolto all’interno di una cornice unitaria un set di documenti che possono essere usati per mettere in trasparenza, rendendole più leggibili, le proprie qualifiche e competenze. Europass però non consente la comparabilità fra i livelli, il suo sviluppo è quindi strettamente connesso all’istituzione dell’EQF. In futuro i documenti che fanno parte del portfolio, con riferimento particolare al Supplemento al diploma e al Supplemento al certificato, dovranno contenere un chiaro riferimento al livello EQF appropriato.

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Riflessi dell’EQF in Italia

In funzione dell’istituzione dell’EQF le autorità nazionali di ogni Paese sono state chiamate a stabilire le relazioni tra i propri sistemi di titoli e qualifiche e il Quadro unico stesso. Già la Proposta di raccomandazione, formalizzata dalla Commissione europea il 5 settembre 2006, prevedeva che ciascuno Stato membro operasse, entro il 2009, per la definizione di questo collegamento, in particolare in relazione agli otto livelli di apprendimento definiti nell’EQF, e che entro il 2011 tutte le attestazioni/titoli/qualifiche rilasciate nei diversi Paesi contenessero il riferimento al Quadro unico europeo, in modo da essere “leggibili” nei diversi sistemi nazionali e spendibili come crediti formativi. 

In Italia l’adesione alla richiesta dell’Europa si è concretizzata con l’avviamento, nel 2007, dei lavori del Tavolo unico per la costruzione del sistema nazionale di standard minimi professionali, di certificazione e formativi, promosso dal Ministero del lavoro. Il Tavolo ha l’obiettivo di definire un sistema nazionale di standard, coerente con l’istituzione del Quadro europeo delle qualifiche e delle competenze – EQF. Fanno parte del Tavolo: Ministero della pubblica istruzione, Ministero dell’università e della ricerca, Regioni, Province autonome e parti sociali.

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Documenti:

frecciaBrochure del Portafoglio Europass

frecciaWeb Seminar Answers - 9 febbraio 2009


Commissione Europea Direzione Generale Istruzione e Cultura
MIUR
Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali
Isfol

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